lunedì 17 ottobre 2016



Alba Rita La Mantia
L’amore per l’arte, nello specifico per il disegno, matura fin dalla più tenera età. Figlia d'arte, infatti lo zio ed il padre erano già artisti, Alba dice " era assodato che avrei fatto questo "… Dopo aver frequentato degli studi d'arte a Palermo, debutta ufficialmente in questo mondo soltanto nel 2012, in seguito ad un lungo periodo passato "scarabocchiando qua e là" e sviluppando un senso pittorico molto forte.
Appare eclettica nella tecnica, diretta e decisa verso gli obiettivi. L’artista lavora soprattutto su supporti come: tela, carta e pannelli, facendo sì che l’opera celi dietro quei passaggi qualcosa di misterioso, enigmi che verranno risolti solamente da chi saprà spogliare l’opera dai suoi colori, dai suoi strati e dai suoi vulnerabili dubbi. Le sue pennellate appaiono corpose, un materico vitale che dona all’opera dinamismo e personalità, tinte ben abbinate tra loro che danno all’esecuzione forza e decisione. I soggetti rappresentati nelle sue opere sono sempre diversi.
Per Alba una delle fonti più importanti di ispirazione è sicuramente l'universo fotografico dell'est e nord Europa precaduta del muro di Berlino, infatti parlando di "Vespa Vintage" afferma: "Amo risco-prire le arti dell'Est precaduta del muro, poiché non erano ancora contaminate dalle influenze esterne che le hanno rese troppo simili alle nostre. Amo gli scarti, i rottami ricchi di storia che fanno risuonare qualcosa dentro di noi. Ridargli una nuova dignità attraverso l'arte".
L’artista si svela, si denuda sulla tela, si copre e si scopre continuamente, si veste di strati multiformi e si espone agli occhi dell’attento osservatore. Temeraria e disarmante quindi la sua arte, sovrapposta da continui pensieri e cambiamenti del proprio stato d’animo; racconta attraverso il quotidiano il proprio sentire che oscilla tra l’inattaccabile e la vulnerabilità.
Domenica Scalisi
Andco.Agency


martedì 15 marzo 2016

SE QUESTO SARA' UN UOMO

                                    SE QUESTO SARA' UN UOMO


                                            Alba R. La Mantia - olio su tela -30X30


SE QUESTO SARA' UN UOMO
Domenica un minuscolo esserino ha visto la luce (sic!) nel fango, come accoglienza una doccia gelata con poca acqua sotto un cielo grigio, tra il fango, le urla, il dolore, i rifiuti. In un'atmosfera tristissima dove nessuno lo attendeva se non la sua mamma. Nessuno ha festeggiato. Nessuno gli ha portato doni, nessuno se ne sarebbe accorto se qualcuno non avesse scattato questa foto e chissà quanti altri come lui sono venuti in questo pianeta con questa stessa accoglienza. Se quel bambino ne avesse coscienza urlerebbe di rabbia.
Ieri mentre noi guardavamo questa foto in altro luogo in pompa magna e con giubilo lanciavano ExoMars. Qualcosa che è costata quanto costerebbe mettere tutta questa povera gente al caldo, sfamarli, metterli al sicuro da bombe e manganelli, filo spinato e umiliazioni di ogni genere. 
L'Europa spende milioni per andare su Marte e contemporaneamente non sa accogliere dei profughi, numerosi è vero. Non sa darsi una politica comune e si disgrega in una crisi di identità e di scopi ma lancia megalomani progetti spaziali. L'Europa cupa di questi tempi che finanzia guerre arruola eserciti e produce vittime, unica voce in attivo di questa assurda finanza. 
Allora mi chiedo se quel bambino sarà mai un uomo, se è sopravvissuto a quella doccia, se sopravviverà agli stenti, se avrà un'infanzia, un luogo per giocare o se semplicemente giocherà, se negli anni futuri avrà una patria, una casa, un lavoro o da mangiare o se, come oggi, è già un fantasma, nemmeno più un numero, sarà un uomo? Intanto la propaganda ci esorta all'orgoglio patrio e ci fa guardare verso Marte per farci scordare il fango intorno a quella novella Betlemme dove non c'è sabbia ma fango dove la meta non è un censimento ma l'ignoto, dove non ci sono capanne ma tende di plastica della decathlon...come una nuova specie di campeggiatori!

lunedì 14 marzo 2016

DISINCANTO

DISINCANTO

Alba R. La Mantia - IO&ME -olio su tela 40X50


Non ho mai indossato un ruolo non mio. Ho dato voce alle idee di altri solo se condivise e anche mie, così come mai ho percorso le strade altrui avendo cura di non calpestare impronte già impresse. Come sempre nella storia degli uomini si comincia da soli, col tempo ci si trova con altri fino a diventare una folla. Da folla a moltitudine, da moltitudine si arriva inevitabilmente a moda e alla moda, fatalmente segue l'omologazione e dall'omologazione al potere prepotente il passo è brevissimo e scontato. Fine della storia.
E si ricomincia con un singolo che troverà un compagno e poi il cerchio gira e ripete il percorso troppe volte già visto nei secoli. Persino il cristianesimo iniziò con un solo uomo ed è diventato religione e poi dogma e persino imposizione pena la tortura.
Dopo 12 anni prendo atto, mi arrendo. E' finita. Posso solo dire che nel mio piccolissimo anche io ho contribuito a rendere grande un movimento che oggi, a percorso compiuto e in fase di arrivo non sento più mio, anzi, mi sento respinta dalla forma che ha assunto e dalle persone che ne sono espressione pubblica. Era una bella idea, un grande sogno, il più grande, un progetto di successo che questa volta ho visto realizzato. E come una madre davanti alla creatura che mostra i primi segni di devianza mi chiedo: dove ho sbagliato?Troppe volte ho già assistito al crollo di una casa eretta con fatica, questa volta no, non resto fino alla fine vedo già le crepe della fine di un'idea diversa, pulita, di speranza.
Solo che questa volta non ricomincerò, è stata l'ultima, non è più tempo per me di alimentare e cullare nuovi neonati sogni. Prendo atto che la natura umana è quella che prevale e accetto con occhio indulgente questa genetica realtà.
A riveder le stelle...ma in un'altra vita e un'altra dimensione...

Con immutato affetto
Alba

venerdì 20 novembre 2015

mercoledì 16 settembre 2015


RIFIUTI

Sempre più si ha la percezione di quanto la vita umana non ha alcun valore. In alcune parti del mondo vale ancora meno di un carico di cartone da riciclare o addirittura di 1 kg. di bottiglie di plastica. Esseri umani utili solo a separare materiali per il riciclo. Esseri umani che valgono ancora meno di altri, nati per caso e per fortuna, in parti del pianeta dove "almeno" si finge che valgano qualcosa. E' una bugia. Nessuno ha un valore in sè ma in quanto possessore di qualcosa. E' sempre stato così da millenni, sin da quando un uomo valeva in misura delle pecore o cammelli posseduti, e una moglie era rispettata secondo il valore del bestiame portato in dote, se erano pecore o mucche. La dote, solo quella contava la donna era solo un essere che serviva a qualcosa, valeva ancora meno dell'umo che l'aveva comprata, ancora meno di una capra. Oggi molti, troppi, moltitudini, valgono ancora meno di una pecora. Oggi nella "civiltà" chi è nato nella parte fortunata del pianeta conta come sempre per quanto ha, ma vale sempre meno nel numero complessivo della popolazione e nella sempre maggiore ricchezza di pochi. E poi c'è chi muore per cercare disperatamente una parte decente e visibile nella commedia che è la vita del benessere apparente, e non viene nemmeno contato o registrato tra  i morti come non lo era tra i vivi. Non c'è più, non c'è mai stato, nessuno saprà mai che è esistito e nessuno si è mai accorto che è nato da qualche parte e da qualcuno. Tutto sommato, nella commedia "LA  CIVILTA'"se manca una comparsa, il pubblico non se ne accorgerà. Ciascuno vive solo per sè stesso e in se, raramente anche per qualcun altro.



Alba La Mantia - Juba Sud Sudan - olio su tela 60X80